Quando parlo di SEO fai da te intendo dire che puoi cercare di implementare una serie di azioni finalizzate a migliorare il posizionamento del tuo sito su Google, e farlo in totale autonomia.

SEO fai da te

Negli ultimi tempi mi è sembrato di notare, soprattutto all’interno dei gruppi Facebook in cui si parla di SEO, un certo attivismo di utenti interessati a migliorare la struttura e il posizionamento dei propri siti web.
Devo essere onesto, trovo che tutto questo interesse verso la materia sia estremamente positivo e la cosa mi fa davvero piacere. Sono cresciuto in un posto dove la maggior parte degli imprenditori si farebbe legare ad un razzo e spedire nello spazio prima di spendere 1.000 euro per un sito web, la SEO non sanno neppure cosa sia e talvolta credono che il mondo di internet finisca alla home di Facebook.
Puoi ben capire come anche il commento di una persona che manifesta un semplice dubbio – Ma come vanno gestiti i tag e le categorie del mio blog? – susciti in me meraviglia e ammirazione. Vuol dire che sta aumentando la consapevolezza verso questa splendida e articolata materia.

Allo stesso tempo noto una certa superficialità da parte di chi, avendo appena scoperto il mondo della SEO, crede di poter fare tutto in poco tempo, da solo e senza troppe difficoltà.
Purtroppo la verità si trova quasi sempre all’estremo opposto. Una persona armata di pazienza, con tanta voglia di studiare e imparare, sperimentare, confrontarsi, affrontare un percorso lungo e ricco di insidie, può sicuramente ottenere belle soddisfazioni. Però, se ci pensi bene, questo discorso è valido tanto nella SEO quanto in molti altri settori.

⇒ Puoi comprare cemento e cazzuola, ma non diventerai un muratore;
⇒ Puoi inzuppare qualche savoiardo nel caffè, magari farai un ottimo tiramisù, ma non per questo sarai    un pasticciere;
⇒ Puoi inserire alcune parole chiave nei punti strategici, aggiustare tutti i Title di pagina ed aspettare che  il semaforino diventi verde, ma è difficile che questo ti basti a far crescere seriamente il tuo progetto.

Quindi? Serve per forza l’aiuto di un consulente SEO o di un’agenzia specializzata?
La risposta è NO, a patto che non prendi decisioni avventate, non ti aspetti risultati strabilianti in tempi rapidi, non cambi in continuazione strategie e approccio se questi risultati non arrivano e, cosa più importante di tutte, riconosci i tuoi limiti e ti fermi quando non sai dove mettere le mani.

Per dimostrarti che non sono troppo cinico voglio suggerirti una serie di miglioramenti che, senza trascurare le precedenti premesse, possono essere alla portata di tutti.

NB: parto dal presupposto che il tuo sito sia realizzato con un CMS, probabilmente si tratta di WordPress, tra i più diffusi al mondo. Se così non fosse dovresti avere per forza di cose competenze di programmazione, e con molta probabilità, questo articolo non sarebbe rivolto a te 😉

14 cose che (forse) puoi fare da solo

Mettiamoci all’opera e vediamo nel dettaglio come puoi procedere in autonomia anche se sei un principiante. Considera che gli strumenti che vado ad illustrare sono totalmente gratuiti (al massimo si tratta di tool freemium); in quanto tali hanno molti pregi ma anche qualche piccola limitazione.

  1. Collega il tuo sito alla Search Console, ti offre una quantità di informazioni utili davvero impressionante. Come se non bastasse queste informazioni vengono direttamente dal capo, quindi puoi capire come Google vede il tuo portale sotto molti punti di vista, capire se ci sono penalizzazioni in corso, verificare le pagine indicizzate, la frequenza di scansione e tanto altro. Ti svelo un segreto: si tratta dello strumento preferito di ogni SEO!
  2. Collega il tuo sito a Google Analytics. Indispensabile per vedere come e da dove arriva il traffico, quali sono le pagine più viste e quelle abbandonate, qual è la frequenza di rimbalzo o il tempo di permanenza. Ovviamente perché ci siano dati sufficienti da studiare è necessario avere un minimo di traffico, altrimenti potrai ricavare ben poco da queste analisi.
  3. Studia le parole chiave, trova quelle con cui vorresti posizionarti e produci contenuti pertinenti rispetto alle intenzioni di ricerca. Spiegare lo studio e la ricerca delle keyword con cui posizionarti in poche righe è quasi impossibile, ma puoi iniziare a farti un’idea usando strumenti come il Keyword Planner di Google (occhio che da circa un anno a questa parte ti mostra solo i range dei volumi di ricerca, a meno che tu non abbia una campagna Adwords attiva), Semrush, Seozoom, Keywordtool.io oppure Answerthepublic.
    Quando sei in cerca di parole chiave utili al tuo pubblico di riferimento puoi avvalerti anche di altre due strategie interessanti, non solo gratuite ma anche estremamente semplici da applicare.

    Ricerca con il complet
    amento automatico 

    Ricerca con il completamento automatico

    ricerca con il completamento automatico

    Sono certo che lo hai usato decine di volte, senza mai pensare alle sue enormi potenzialità. Come si evince dall’immagine il suo funzionamento è davvero semplicissimo. Inizia a digitare una parola chiave attinente rispetto ai prodotti o servizi che vendi e Google penserà a completare la frase con alcuni suggerimenti.
    Vuoi sapere come funziona? Puoi approfondire direttamente nella pagina di supporto ufficiale.

    Fattori su cui si basano le previsioni di ricerca:
    – I termini che stai digitando.
    – Le ricerche pertinenti che hai effettuato in precedenza (se sei collegato al tuo account Google e hai attivato “Attività web e app”).
    – Le ricerche di altri utenti, incluse le notizie di tendenza. Le notizie di tendenza sono argomenti popolari nella tua zona che variano nel corso della giornata e non sono correlate alla tua cronologia di ricerca. Per visualizzare le notizie di tendenza vai su Google Trends.

    Ricerche correlate

    I termini correlati si trovano in fondo alla pagina dei risultati di ricerca, in alcuni casi coincidono parzialmente con quelli visualizzati nel completamento automatico. Si tratta comunque di suggerimenti molto utili per arricchire la quantità e la varietà di key a tua disposizione. Continuando con l’esempio precedente avremo:

    Ricerche correlate

    Ricerche correlate

     

  4. Guarda questo video di Francesco Margherita sulla keyword research! Esordisce dicendo di voler fornire alcuni suggerimenti facili, ma soprattutto ti offre una visione alternativa a quella che si basa solo sul freddo meccanicismo dei software.
  5. Scrivi in maniera leggibile, non solo dal punto di vista grammaticale, ma anche per quel che concerne la formattazione del testo. Evita blocchi omogenei e pesanti  da leggere, non stai scrivendo “I promessi sposi” ma un articolo di blog, al quale l’utente non dedicherà più di pochi minuti.
    Un buon testo deve essere scorrevole, con caratteri abbastanza grandi da essere visti senza lente d’ingrandimento, grassetti dosati nella giusta misura (non come se fosse la sottolineatura di un libro universitario, ma solo per dare un’idea sul contenuto a prima vista), immagini e video usati quando necessario, link ben visibili (quindi colorati diversamente rispetto al testo di base).
  6. Ottimizza le immagini. Su questa frase si potrebbe aprire un mondo. Quali immagini scegliere? Dove prenderle? Io mi limito a darti solo qualche consiglio di buon senso valido nella maggior parte delle occasioni.
    – Mantieniti sotto i 100 Kb per ogni immagine;
    – Ottimizza il nome del file (tag title) rendendolo “parlante”, ovvero usando le parole chiave che descrivono quell’immagine, niente sigle o codici strani;
    – Ottimizza il testo alternativo (alt text). Questo può essere uguale al nome del file, ma senza trattini e con tutte le stopword necessarie.
  7. Controlla che il tuo sito sia ottimizzato per dispositivi mobili. Per farlo ti basta inserire il link nell’apposito tool di verifica che mette a disposizione Google. Lo puoi trovare qui.
  8. Ottimizza il meta tag title. Il title ha ancora un peso specifico piuttosto importante quando si parla si Seo On Page.
  9. Crea una meta description pertinente e accattivante. Non incide direttamente sul posizionamento, ma influisce molto sul CTR (click through rate).
  10. Non abbandonare il sito, Google apprezza portali sempre aggiornati con contenuti di qualità, che costituiscano un valore aggiunto per i lettori.
  11. Non copiare! Sembra di essere a scuola, lo so, ma in questo senso gli spider sono vere e proprie maestrine severe.
  12. Evita di usare contenuti in Flash. Un tempo andavano per la maggiore, e possono essere anche piacevoli alla vista, ma Google non li digerisce affatto.
  13. Usa link interni e link in uscita. I link interni servono per indirizzare gli utenti verso altre pagine del tuo sito, i link in uscita devono puntare a risorse di approfondimento, accertati che queste siano sempre qualitativamente valide e pertinenti.
  14. Studia i tuoi concorrenti. Più facile a dirsi che a farsi, vero, ma puoi partire guardando i loro siti e vedere cosa offrono in più del tuo. Per analizzarne i posizionamenti puoi avvalerti ancora una volta di tool come Semrush o Seozoom.

Quando ti conviene cercare un consulente SEO

Come avrai notato nel precedente paragrafo non sono andato molto in profondità ma ho cercato di fornire una panoramica completa per avere un primo approccio con l’ottimizzazione SEO di un sito. Non ho volutamente citato alcuni aspetti che pure rivestono un’importanza fondamentale nel fare in modo che il sito comunichi bene con gli spider di Google. Ad esempio non ho parlato di sitemap o del file robots.txt, non fatto accenno alle attività off-site (link earning, link building), non ho menzionato l’organizzazione migliore per l’architettura complessiva, gli attributi rel=”follow” e “nofollow“, i meta tag robots “indice” e noindex” e così via.

Conoscere queste cose è essenziale, soprattutto quando si compete in settori molto complessi e difficilmente scalabili. Lo è ancor di più se il tuo sito non è un progetto amatoriale, ma si tratta di un portale grande e molto strutturato, che ha già un buon trust e fa tante visite.

Al di là degli aspetti più o meno tecnici voglio provare a farti qualche esempio di situazioni in cui deve scattare un campanello d’allarme che ti indica di non avventurarti nel fai da te.

  • Il tuo sito ha subito un drastico calo di visite provenienti da ricerca organica. Ancora peggio se il tutto è avvenuto improvvisamente;
  • Hai ricevuto un messaggio in Search Console in cui Google ti avvisa che sei stato penalizzato. In questo caso si tratta di una penalizzazione manuale;
  • Una o più pagine sono sparite dalla SERP;
  • Non riesci più a trovare il tuo sito tra i risultati di ricerca, neppure scrivendo la chiave di brand;
  • Hai scoperto, grazie alla Search Console o a tool esterni, che il tuo sito è stato letteralmente invaso da link in ingresso sospetti, per non dire spammosi (ad esempio provenienti da siti porno, da domini con estensione .ru, .tk ecc.);
  • Il tempo di caricamento di una pagina è infinitamente lungo;
  • Dalla Search Console è possibile rilevare un incremento degli errori 404 (pagina non trovata);
  • Vuoi internazionalizzare il tuo progetto;
  • Vuoi cambiare dominio in seguito a un rebranding;
  • Vuoi semplicemente cambiare veste grafica, ovvero il tema del tuo CMS.

Questi sono solo esempi casuali, una piccolissima lista dei problemi che possono minare la salute del tuo progetto. Inoltre è giusto specificare che non sempre è necessario arrivare in condizioni disastrose o trovarsi ad affrontare una difficoltà per prendere provvedimenti. Anche nella SEO vale il noto proverbio “prevenire è meglio che curare”. Quindi vediamo perché dovresti cercare una persona che si occupi della SEO del tuo sito a prescindere dalla presenza di problemi.

  • Perché preferisci partire con le idee chiare sulle strategie da seguire per ottenere successo. Quasi sempre il posizionamento non è il fine ma un mezzo. Quello che davvero conta è ottenere il cosiddetto traffico qualificato, ovvero portare sul sito gente realmente interessata ai prodotti e servizi che vendi.
  • Perché un sito non deve essere (solo) bello ma (soprattutto) funzionale. Se hai visto l’ultimo fighissimo portale che si è fatto fare il tuo amico e te ne sei innamorato, sappi che la bellezza non è tutto. Sei sicuro che gli utenti una volta entrati in pagina sappiano cosa fare? I crawler di Google seguono percorsi di scansione chiari e non ridondanti? Che mi dici della User Experience?
  • Perché vuoi capire chi sono e come si muovono i tuoi competitor. Certo, puoi farlo anche in un secondo momento, ma non credi sia meglio conoscere in anticipo i loro punti di forza e quelli di debolezza per individuare gli elementi di differenziazione su cui puntare?
  • Perché ti hanno detto che puoi aprire un e-commerce e guadagnare vendendo online. Ti hanno convinto che se hai un negozio ti basta fare un sito e il gioco è fatto. Ecco, questa è pura follia! Per il momento ti basti sapere questo. Temo che per approfondire la questione sarà necessario un articolo ad hoc.
  • Perché non tutti partono dallo stesso livello di conoscenze. Se la maggior parte dei termini e dei concetti che hai letto fino a questo momento non ti risultano affatto familiari, forse è il caso di prenderne serenamente atto ed evitare di sprecare risorse, tempo e soldi!

Fare SEO in autonomia può peggiorare le cose?

Assolutamente SI!

Purtroppo l’improvvisazione è un limite reale e può causare problemi non da poco. Nella SEO non vale il mantra, tipicamente italico, secondo il quale siamo un popolo esperto nell’arte di arrangiarsi! Un errore fatto in buona fede, una piccola spunta nel posto sbagliato o una modifica messa in pratica seguendo le istruzioni tradotte da quel famoso blog americano, possono causare veri e propri cataclismi.

Nei gruppi Facebook si leggono ogni giorno storie di persone che, prese dal panico, cercano aiuto dopo aver stravolto la struttura URL (ma io avevo letto che avere un url seo friendly aiuta il posizionamento!); dopo aver dato in pasto ai bot una sitemap che indicizza singolarmente tutte, ma proprio tutte, le risposte ai topic presenti nel forum; dopo essersi accorti che i 1000 link sicuri, comprati a 30 euro, hanno avuto un impatto inspiegabilmente negativo sui posizionamenti!

In questi casi, così come in tutti quelli simili, non si può far altro che operare per limitare i danni e trovare una soluzione al problema.
Se stiamo parlando di un sito creato di recente o di un piccolo blog amatoriale il danno causato è relativamente trascurabile. Ma cosa succederebbe se a sbagliare fosse il proprietario di un portale che fa decine, se non centinaia, di migliaia di visite al mese?!?

Prima di lasciarti con questa domanda retorica mi permetto di darti un consiglio finale.

Se hai un dubbio, per quanto banale possa sembrare, non vergognarti a chiedere informazioni prima di prendere decisioni affrettate!

La maggior parte dei professionisti in ambito SEO che conosco sono persone gentili, umili e aperte al confronto.
Per quanto mi riguarda cerco di essere disponibile con chi ha bisogno di aiuto, dopo il primo scambio di mail propongo sempre ai miei potenziali clienti una skypecall conoscitiva, un momento per presentarci e per discutere le loro esigenze, il loro progetto. Naturalmente non si tratta di una vera e propria consulenza, ma senz’altro di un momento di crescita condiviso, grazie al quale chi mi contatta può avere una visione d’insieme più completa, e io posso cogliere l’occasione per migliorare il mio background con una nuova esperienza.

Contattami se vuoi qualche consiglio!

 

Oppure fammi semplicemente sapere nei commenti cosa ne pensi di questo articolo.
Alla prossima!

Summary
SEO fai da te, quando è meglio fermarsi per non peggiorare le cose
Article Name
SEO fai da te, quando è meglio fermarsi per non peggiorare le cose
Description
A volte è meglio informarsi bene prima di apportare modifiche al proprio sito nel tentativo di migliorarne il posizionamento su Google. Nei progetti più complessi si rischia di fare tanti danni, anche molto gravi. Se i consigli non sono sufficienti allora è meglio contattare un consulente SEO.
Author
Publisher Name
www.inchiaveseo.it
Publisher Logo